Se il vicino non bonifica l’eternit

Se il vicino non bonifica l’eternit

Come più volte detto su questo sito, l’eternit se in buon stato di conservazione, non risulta pericoloso per la salute. Le cose invece cambiano quando lo stato presenta un grado di deterioramento tale che la matrice di cemento non è più in grado di mantenere vincolate le particelle di amianto, a causa di fessure, crepe e di un aumento della friabilità, che quindi iniziano a disperdersi nell’aria con il pericolo di venire inalate.

E’ bene per prima cosa sapere che è compito della regione effettuare il censimento degli immobili al cui interno siano presenti manufatti di eternit e amianto, e che d’altra parte è dovere del proprietario segnalare la presenza degli stessi alle autorità, provvedendo comunque a proprie spese alla relativa bonifica, rivolgendosi ad aziende specializzate e iscritte all’albo dei gestori ambientali.

Stando a quanto appena detto, se il vicino possiede una tettoia in eternit, e non ha ancora provveduto alla bonifica, la ragione potrebbe anche essere che l’eternit presente è in uno stato di conservazione ancora buono, e non risulta quindi pericoloso per la salute.

Si noti comunque che il vicino, a nostra insaputa, potrebbe aver già provveduto a mettere in sicurezza l’eternit, scegliendo, invece che la rimozione e lo smaltimento definitivi, la strada della bonifica in loco, attraverso, ad esempio, un intervento di incapsulamento.
Un intervento di questo tipo, permette infatti di mantenere sul luogo i manufatti di eternit, contemporaneamente però rendendone sicuro l’utilizzo. Questo obbiettivo, come altre volte spiegato su questo sito, è ottenuto attraverso la ricopertura del manufatto con apposite vernici speciali che costituiscono una volta asciutte, una membrana protettiva attorno al manufatto, che impedisce alle fibre di amianto di fuoriuscire dallo stesso.

Se invece lo cose stanno diversamente, allora è possibile rivolgersi all’Azienda sanitaria locale, o anche ai vigili urbani. A denuncia effettuata l’autorità a cui ci si è rivolti segnalerà il tutto alla relativa agenzia regionale, che provvederà ad effettuare un controllo per esaminare la pericolosità dei manufatti di amianto o eternit coinvolti, per poi decidere riguardo alla necessità o meno della bonifica.

Detrazioni 2016 per amianto ed eternit

Detrazioni 2016 per amianto ed eternit

Anche quest’anno la legge di stabilità ha prorogato le detrazioni fiscali per i lavori di messa in sicurezza di amianto ed eternit. Per tutto il 2016 chi esegue un intervento di bonifica e/o smaltimento di eternit o amianto, può detrarre dalle tasse il 50% delle spese sostenute per l’intervento stesso.

Le modalità sono le stesse degli anni precedenti, e cioè ripartizione in 10 rate annuali e un tetto massimo di 96.000 Euro. E’ importante sapere che dal 2017 le detrazioni scenderanno al 36% e il tetto massimo si abbasserà a 48.000 Euro. Questo a meno che, come è successo negli anni passati, non intervenga  una nuova proroga, che estenda gli attuali termini anche al 2017. Non essendovi comunque tale certezza, chi deve procedere con la messa in sicurezza di un immobile dall’amianto, farebbe bene a non posticipare al 2017 l’intervento, per non rischiare di avere detrazioni inferiori a quella attuale.

Si tenga presente che l’attuale detrazione al 50% è tale perché la bonifica di amianto ed eternit rientra nelle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, che prevedono appunto una aliquota del 50%. Chi invece alla semplice bonifica affianca l’allestimento di un impianto fotovoltaico, ha diritto ad una detrazione del 65%, perché in questo caso l’intervento può rientrare nelle detrazioni per le riqualificazioni energetiche, che prevedono invece tale aliquota. Se si considera che, nel caso non intervenga una ulteriore proroga, anche questa detrazione scenderà nel 2017 al 36%, diventa evidente quanto sia consigliabile procedere immediatamente a chi ha intenzione di eseguire entrambi gli interventi.

Al riguardo bisogna comunque considerare che negli ultimi anni la proroga per le detrazioni c’è sempre stata, cosa che fa pensare che possa essere così anche per il 2017. Tutte queste proroghe rientrano infatti in una strategia da parte del governo che ha l’obbiettivo da una parte di spingere la ripresa del settore edilizio, e dall’altra di favorire la messa in sicurezza dall’amianto del nostro territorio, in modo da tentare di recuperare parzialmente il grande ritardo che il nostro paese ha accumulato al riguardo.

Con circa 32 milioni di tonnellate di amianto/eternit ancora da mettere in sicurezza, l’Italia, come peraltro quasi tutti i paesi europei, è in grande ritardo sulla tabella di marcia che dovrebbe portare, secondo quanto prospettato dalla Comunità Europea, a una intera Europa libera dall’amianto entro il 2028. Un traguardo che, stando agli attuali ritmi di bonifica, è molto difficile pensare raggiungibile, ma che comunque interventi governativi come quello delle detrazioni in discussione, contribuiscono quantomeno ad avvicinare.

Eternit: obblighi per i proprietari di immobili

Eternit: obblighi per i proprietari di immobili

Oggigiorno la conoscenza della pericolosità di eternit e amianto è diffusa ormai presso tutti i livelli della popolazione. Per fortuna, è di fatto (quasi) impossibile trovare qualcuno non al corrente della nocività per la salute dell’amianto e dei suoi composti e del divieto sancito dalla legge di produrli e commercializzarli.

Più confusione al riguardo sussiste invece per obblighi e divieti di legge riguardo all’amianto già esistente impiegato in innumerevoli immobili del nostro paese. Nonostante infatti dal 1992 esista il divieto di produzione e commercializzazione di amianto e derivati, l’impiego che ne fatto in edilizia nei decenni prima è stato così massiccio che sono ancora 32 milioni le tonnellate di tali materiali presenti sul territorio italiano che prima o poi dovranno essere smaltite.

Quali sono quindi gli obblighi di legge per i proprietari di immobili contenenti amianto e composti, e quindi in particolare eternit?
A livello nazionale le disposizioni che sono art. 12 comma 5 della Legge 257/92 e l’art.12 del DPR dell’8 agosto 1994. Queste poi sono integrate in ogni regione da rispettivi decreti regionali, che attuano e completano le prime e alle quali bisogna fare riferimento a seconda della regione in cui l’immobile è situato.
Tutte queste disposizioni si riferiscono sia all’obbligo di segnalazione, il primo passo per affrontare il problema della sicurezza, che a quello della messa in sicurezza così come a quello delle sanzioni per le relative omissioni.

OBBLIGO DI SEGNALAZIONE

Restando sulle disposizioni a livello nazionale, queste prescrivono per i proprietari l’obbligo di segnalazione di manufatti costituiti di amianto fioccato o in matrice friabile presenti nell’immobile. Di conseguenza, stando alle sole disposizioni nazionali, l’obbligo di segnalazione, da effettuarsi presso la ASL di competenza, vige per il solo amianto in matrice friabile.

Ricordiamo che con amianto in “matrice friabile“, si intende dell’amianto che può essere ridotto in polvere con la semplice azione manuale. Amianto di questo tipo è ad esempio quello utilizzato nella coibentazione di condutture del riscaldamento o nei pannelli di isolamento dei quadri elettrici, e che quindi presenta delle fibre essenzialmente libere di disperdersi facilmente nell’aria, non essendo trattenute da una barriera che ne impedisca la fuoriuscita.
Tale amianto si distingue da quello in “matrice compatta” le cui fibre sono invece “annegate” dentro sostanze che ne aumentano la solidità e la compattezza, come succede proprio con l’eternit, la cui matrice è costituita da cemento che ingloba le fibre così da evitarne la dispersione.

Le sole disposizioni nazionali sembrano quindi non prescrivere l’obbligo di segnalazione per l’eternit, dato che questo è appunto costituito da amianto in matrice compatta. Come si diceva però, ogni regione ha poi emanato le proprie leggi reginali che integrano quelle nazionali e alle quali si deve fare riferimento. Riguardo all’obbligo di segnalazione, molte regioni, tra cui ad esempio la Lombardia, lo hanno esteso anche all’amianto in matrice compatta e quindi all’eternit. Di conseguenza, su gran parte del territorio nazionale, la segnalazione all’ASL è di fatto obbligatoria anche per l’eternit.

Per conoscere l’esistenza dell’obbligatorietà o meno della segnalazione nella propria regione i proprietari di immobili dovranno quindi rivolgersi all’ufficio comunale o alla ASL di competenza, o più semplicemente andare sul sito del comune nella apposita sezione, quando disponibile.

E’ importante sottolineare che in ogni caso la segnalazione di amianto o eternit pericoloso non ha per il cittadino alcun costo, consistendo nella semplice compilazione di appositi moduli con le informazioni richieste.

COME SI EFFETTUA L’ACCERTAMENTO

Una volta che vi sia il sospetto che l’immobile contenga amianto o suoi composti, si deve procedere con l’accertamento della reale presenza e del gradi di pericolosità di questa.

Si tenga presente che tali operazioni sono di pertinenza del proprietario dell’immobile, così come i relativi costi. Anche se può succedere che in alcune regioni vi siano delle facilitazioni da parte del comune al riguardo, generalmente il compito della ASL è solo quello di fornire informazioni al cittadino su come comportarsi e come procedere riguardo alla messa in sicurezza dell’amianto. Le ASL in genere non effettuano invece interventi di accertamento e messa in sicurezza, se non per gli immobili di loro competenza.

L’accertamento della reale presenza di amianto può essere effettuato sia consultando la documentazione tecnica riguardo all’edificio, in modo da accertarsi sui vari materiali utilizzati nella costruzione, tra cui eventualmente amianto, sia attraverso una semplice ispezione diretta.

Attraverso l’ispezione diretta si potrà valutare in maniera approssimativa lo stato dei manufatti in questione per rilevarne l’eventuale degrado e il conseguente pericolo di dispersione delle fibre nell’aria. Quando vi è anche solo il sospetto che il materiale non sia più integro bisogna subito passare ad una valutazione più precisa. Il proprietario dell’immobile dovrà quindi incaricare una azienda o dei professionisti con l’abilitazione nel trattamento di amianto che procederà con un sopralluogo di verifica, oppure potrà decidere di provvedere subito alla messa in sicurezza dell’eternit/amianto, senza effettuare ulteriori accertamenti.

Con il sopralluogo gli addetti valuteranno la necessità di dover procedere o meno con un intervento di messa in sicurezza. Nel caso una ispezione diretta da parte loro non sia sufficiente, potranno procedere con un campionamento dei materiali sospetti, in modo da avere un risultato certo sui cui decidere come procedere.

OBBLIGO DI MESSA IN SICUREZZA

Nel caso attraverso l’accertamento si sia riscontrata la necessità di procedere con un intervento di messa in sicurezza, il proprietario ha l’obbligo di procedere in tal senso, incaricando una azienda specializzata oppure provvedendo lui stesso.  In quest’ultimo caso le modalità dipendono da quanto deciso dalle singole regioni. Nel caso di rimozione l’eventuale trasporto e smaltimento dell’eternit deve essere comunque affidato ad una azienda specializzata.

La legge ha individuato tre diverse modalità per la messa insicurezza di amianto o eternit:

l’incapsulamento:
consistente nel ricoprire il manufatto con apposite sostanze che formano sulla superficie dello stesso una barriera che impedisce alle fibre di amianto di disperdersi nell’aria

il confinamento
che consiste nel rivestire il manufatto (generalmente una tettoia) di un involucro rigido che conferisce maggiore rigidità e stabilità all’intera struttura e impedisce alle fibre di amianto di disperdersi

la rimozione
consistente nello smontaggio del manufatto e nel suo trasporto in apposita discarica per il definitivo smaltimento

Si tenga presente che benché i costi di tali operazioni siano a carico del proprietario attualmente al riguardo lo stato prevede delle detrazioni fiscali del 65% dell’intero costo sostenuto.

Agevolazioni smaltimento e bonifica eternit 2014

Agevolazioni smaltimento e bonifica eternit 2014

Bisogna riconoscere che il governo, in tema di messa in sicurezza dell’amianto, alcuni passi li ha fatti e li sta facendo. Tra gli altri ci riferiamo al decreto legge n° 63 del 2013, che tra le altre cose, estende le agevolazioni già esistenti per il risparmio energetico, agli interventi per la bonifica e lo smaltimento di amianto ed eternit.

Questo provvedimento va ad integrare l’insieme di decreti conosciuto con il nome di Ecobonus, che riguardano in particolare tutti quegli interventi che hanno come obbiettivo il risparmio di energia o la sua produzione con fonti alternative.

Quello che nel suddetto decreto è più importante, riguarda la possibilità di detrarre dall’imponibile fiscale, il 65% delle spese sostenute per un intervento di bonifica e/o smaltimento dell’amianto.

Considerando il fatto che si parla di estendere tali agevolazioni almeno sino al 2020, sembra che l’impegno dello stato per i temi legati all’ecologia e alla salute sia sempre più forte e deciso.

C’è inoltre da considerare che questi interventi hanno anche un effetto indiretto e positivo su un settore, quello dell’edilizia, che è in assoluto uno dei più colpiti dalla crisi. Attraverso degli aiuti dati con l’obbiettivo primario di salvaguardare la salute e l’ambiente, lo stato finisce anche per favorire l’occupazione nelle imprese edili, che a causa della crisi sono state costrette negli ultimi anni a ridurre  in maniera drastica i propri occupati.

Tutto quello che possono sperare coloro che hanno a cuore le tematiche dell’ambiente, dell’ecologia e della salute è che azioni di questo tipo da parte della politica siano sempre più frequenti e determinanti. Sarà forse possibile in questo modo, benché con un considerevole ritardo, arrivare all’obbiettivo di avere smaltito, o comunque messo in sicurezza, tutto l’amianto e l’eternit che in enormi quantità è ancora presente sul territorio italiano.