Il confinamento dell’eternit come alternativa allo smaltimento

Una delle soluzioni alternative allo smaltimento dell’eternit è la bonifica attraverso la tecnica del confinamento. Tale tecnica consiste essenzialmente nel rivestire l’eternit di una barriera protettiva che impedisce la fuoriuscita delle fibre di amianto.

Il confinamento differisce dall’incapsulamento, altra diffusa tecnica per la bonifica in loco dell’amianto, per il fatto di utilizzare un rivestimento rigido, che oltre a funzionare da barriera contro le fibre di amianto, ne aumenta la solidità e la resistenza a forze e sollecitazioni esterne

La barriera utilizzata può essere costituita anche da più strati che assolvono differenti funzioni. Uno strato conferisce solidità alla struttura, un’altro isola le particelle di amianto e un’altro ancora protegge la superficie dall’acqua rendendola impermeabile. A questi può aggiungersi un ultimo strato, cad esempio di resina, vernice acrilica o materiali quali l’ardesia e che riveste il tutto conferendo ulteriore resistenza e soprattutto dando un aspetto più gradevole.

Non tutte le situazioni sono però indicate per l’impiego di questa tecnica. Con l’incapsulamento l’eternit deve infatti essere facilmente accessibile e localizzato in aree circoscritte. La struttura su cui poggia deve inoltre essere in buono stato di conservazione anche per poter reggere l’ulteriore peso costituito dagli strati della barriera incapsulante.

I vantaggi dell’incapsulamento sono, oltre quello suddetto di conferire una maggiore rigidità alla struttura, il non produrre rifiuti da smaltire e il premettere di continuare ad usare la struttura con le stesse funzionalità, senza la necessità di doverne costruire una nuova, cosa che avverrebbe invece con lo smaltimento.

Gli svantaggi sono il dover effettuare periodici controlli a intervento avvenuto, che assicurino sulla tenuta del tutto e tengano d’occhio eventuali crepe e altri problemi che potrebbero presentarsi sul rivestimento. Inoltre non essendo una soluzione definitiva, presenta il problema di richiedere prima o poi un intervento di smaltimento vero e proprio anche perché con tale tecnica il processo di degrado dell’eternit non viene arrestato ma solo ritardato.