Smaltimento eternit e amianto: 85 anni per terminarlo?

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Si è da poco conclusa la terza Consensus Conference italiana per il controllo del mesotelioma maligno della pleura, che per due giorni ha visto radunato a bari esperti di tale malattia e altri professionisti interessati ai danni provocati dall’amianto, quali giuristi, giornalisti, assieme a volontari di associazioni ambientaliste e rappresentanti di associazioni delle vittima da amianto.

Il dato veramente sorprendente e preoccupante emerso dalla conferenza, consta nelle stime del tempo che sarà necessario a bonificare completamente il territorio italiano da amianto ed eternit. Alla velocità attuale di bonifica, ci vorranno infatti ben 85 anni. Il calcolo è stato fatto considerando i 35.521 siti ancora da bonificare confrontandoli con i 1.957 già bonificati e i 571 solo parzialmente bonificati.

A questo si deve però aggiungere che tale numero di siti da bonificare, include solo i casi evidenti, di aree di una certa dimensione. Non vi compare ad esempio la tettoia di eternit di 4 metri quadrati di un paesino di campagna che il proprietario ha omesso di denunciare, così come moltissime altre situazioni simili. Perché il problema sta anche nel fatto che il censimento sugli immobili da bonificare non è mai giunto a compimento, sia un po’ per poco impegno di chi doveva istituzionalmente occuparsene e sia, soprattutto, per la negligenza di moltissimi cittadini che omettono la segnalazione agli enti competenti di eternit e amianto, specialmente in stato degradato, presenti nei propri immobili.

Il tutto comporta che la quantità di eternit e amianto che rimane da bonificare, sia ancora maggiore di quella indicata dalle stime ufficiali. Il tutto è davvero grottesco, se si pensa che solo qualche tempo fa, la Comunità Europea si era posta l’anno 2026 come limite per una bonifica totale del territorio comunitario da amianto ed eternit. La questione centrale, per l’Italia ma anche per altri paesi europei, è infatti proprio la velocità con cui si procede nella bonifica. Attualmente ogni anno l’Italia viaggia sulle 380mila tonnellate dismesse ogni 12 mesi. Molto poco. Se si pensa che “ufficialmente” le tonnellate di amianto/eternit ancora da smaltire sul nostro territorio sono qualcosa come 32 milioni, si comprende il dato preoccupante degli 85 anni.

Non vi sono però altre soluzioni, se non quella di aumentare, ed in maniera vertiginosa, la velocità con cui si procede nello smaltimento. Il che significa innanzitutto un impegno finanziario ancora maggiore da parte dello stato, che deve provvedere a sovvenzionare i vari programmi locali di bonifica, spesso abbandonati nel limbo della mancanza di fondi. Impegno finanziario che comunque non può fare chiaramente a meno di un solido e continuo impegno politico in tal senso. E ci sono poi i cittadini, la cui sensibilità, almeno presso molti, verso tali tematiche di salute e sicurezza, è ancora troppo bassa o addirittura inesistente. Sensibilità che dovrebbe spingere ogni singolo individuo a procedere alla messa in sicurezza di amianto ed eternit presenti nel proprio immobile, pur a fronte di una spesa che in ogni caso non può accollarsi completamente lo stato, che con l’attuale 65% di sgravio fiscale per tali spese fa già una discreta parte. La diffusione di tale sensibilità, verso la sicurezza propria e anche degli altri, è uno dei tratti di crescita culturale che stanno più soffrendo in questi anni nel nostro paese. Paese in cui mancanza di sensibilità verso la collettività e meschini interessi economici individuali, portano a volte addirittura agli episodi di smaltimento di eternit e amianto abusivi, di cui molte volte abbiamo ci siamo occupati su questo sito e che riempono le pagine dei quotidiani e delle news online.